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Molti degli ornamenti che luccicano intorno all’albero di Natale risultano problematici per salute ed ambiente. Per questo motivo evitate:
 LAMETTA: spesso finisce nei rifiuti insieme all’albero. Suolo, aria, acqua e anche alimentari possono essere inquinati dalla stagnola contenente piombo o dal PVC solido utilizzati per produrre lametta.
 NEVE SPRAY O COLORI SPRAY, anche se esenti da clorofluorocarburi (CFC) nocivi per lo strato d’ozono, possono contenere il solvente diclorometano, un sospetto cancerogeno.
 ALLUMINIO e carta da regalo metallizzata. Tra i materiali d’imballaggio l’alluminio è in prima posizione per consumo di energia, acqua e per l’inquinamento atmosferico causato dalla produzione. Anche il riciclaggio risulta problematico, in particolare quando si tratta di materiali costituiti da più strati di materiali diversi (es. cartone dei succhi di frutta).
 Ornamenti natalizi in MATERIALE SINTETICO: sono da evitare, in quanto – a seconda dei materiali utilizzati, soprattutto quando si tratta di PVC – risultano problematici per salute ed ambiente, nel momento della produzione, dell’uso o dello smaltimento.
 I CAPELLI D’ANGELO spesso sono prodotti con fibra di vetro, sostanza che può irritare la pelle, le mucose e le vie respiratorie – e può, se riesce a penetrare fino nei polmoni (a seconda della dimensionedelle fibre) risultare cancerogena.
 Le CANDELE MAGICHE (“bengala” tra l’altro contengono nitrato di bario, velenoso. Bruciandole all’interno di locali chiusi – specie se mal ventilati – l’aria viene inquinata da sostanze nocive. Evitate assolutamente di bruciare candele magiche su torte o altri cibi.
 Prestate attenzione anche alle popolari e decorative LAMPADE AD OLIO: odori e colori degli olii stimolano i bambini all’assaggio e possono in questo modo causare degli avvelenamenti.
Ornamenti natalizi ecologici
Preferite materiali naturali:
 stelle di paglia, pigne d’abete, noci, piccole mele ecc. per decorare l’albero e la tavola;
 cotone sbiancato con ossigeno (senza cloro) per un albero “invernale”;
 cera d’api per candele e figure; carta e cartone per decorare le finestre;
 legno e assi di legno per ricavarne figure;
 pasta a base di sale (“pasta matta”), che potete arricchire di profumi natalizi con l’ausilio di spezie.
Rinunciate alle confezioni regalo
In caso trovaste assolutamente impossibile una tale scelta, servitevi di carta regalo ecologica, che ormai si trova in quasi tutte le cartolerie.
Come materiale d’imballaggio a lunga durata sono molto indicati anche foulard, sciarpe, strofinacci, tovaglioli, borse di tessuto e tante altre cose, che dopo la sorpresa possono ancora essere utili.

 

anziani

No cari amici, non ci stiamo per nulla ripetendo…stavolta una piccola differenza c’è. Questa sera vi parliamo come tante altre volte di una bellissima iniziativa del nostro paese ed in prticolare della regione toscana. Se vi recate ad Arezzo ed in particolare in via Concini, vedrete al fondo della stradina un caseggiato rosso fuoco dalla forma particolare. Qualcuno lo chiama condominio solidale altri sanno che è un edificio sociale ma molti ne ignorano la natura. Dal marzo 2008 questo edificio ospita case popolari, ma in particolare 21 minialloggi di circa 45 mq dove vivono da sole o in coppia persone ultrasessantenni. Esiste una linea telefonica interna che collega i vari appartamenti gratuita e al centro vi è un bel giardino condominiale. All’interno del condominio c’ è poi una sorta di salotto di 100 mq dove si svolgono corsi di cucina, dove si può giocare a carte, guardare la TV o semplicemente chiaccherare. No! Non è il cohousing!! Le attività sono coordinate da una coppia di portieri marocchini che svolgono una sorta di portierato sociale, ovvero offrono un’assistenza cosiddetta di bassa soglia tipo fare la spesa, andare in farmacia, accompagnare i condomini per le loro attività quotidiane. Gli abitanti pagano un canone mensile di 25 euro per l’affito e 90 per il condominio che è di proprietà del comune. Le varie attività svolte sono aperte anche al resto del quartiere cosicchè tutta la cittadinanza sia coinvolta nel progetto. Questa iniziativa gestita dalla cooperativa “Il Sorriso” ha un enorme ruolo sociale, non solo per i condomini ma per un risanamento di tutto il quartiere che rpesneta molte carenze, quali la mancanza di uffici postali, di autobus, di pulizia dei rifiuti. Il comune spera quindi di rivalutare questa zona dlela città con iniziative come questa. In effetti qualcosina disimile al cohousing c’è…

ECCOVI LA JAK BANK!

yak

Momento quark: lo yak o bue tibetano è un mammifero artiodattilo della famiglia dei bovidi…ma no pirla! Non yak con la ipsilon…jak con la gei! Ah ecco, mi sembrava di essere un po’ fuori tema. La jak è una banca etica cooperativa con sede a Skovde, in Svezia. È una banca realmente posseduta dai suoi soci: ciascuno detiene una sola azione e ha lo stesso peso decisionale nell’annuale votazione del consiglio direttivo. JAK è un acronimo che sta per Jord Arbete Kapital, in svedese Terra Lavoro Capitale. Per Terra si intendono le risorse della natura, per Lavoro la risorsa data dal lavoro umano, per Capitale le infrastrutture create dall’uomo che permettono di potenziarne l’efficienza. Sono i 3 principi chiave dell’economia reale. Su queste 3 fondamenta si basa JAK, una banca che cerca di proporre un’alternativa concreta all’economia speculativa contemporanea. Raccoglie circa 35.000 soci distribuiti su tutto il territorio svedese che si prestano denaro tra di loro bypassando il sistema bancario tradizionale. Attualmente i soci hanno risparmiato 97 milioni di euro dei quali 86 milioni sono dati in prestito a chi ne ha fatto richiesta (dati aggiornati al 2008). Obiettivo della banca è di non trarre profitto dal suo servizio. Tutte le attività della banca avvengono fuori dal mercato finanziario poiché i suoi prestiti sono finanziati solamente dai risparmi dei soci. I costi amministrativi e di sviluppo sono pagati dalla quota associativa e dalla tassa sul prestito. Il meccanismo del prestito è basato sul concetto dei punti di risparmio, punti che vengono accumulati nei periodi di risparmio e consumati nei periodi in cui si accede al prestito. L’idea di base che rende sostenibile l’intero sistema è che i punti di risparmio guadagnati debbano per forza eguagliare i punti di risparmio spesi. Per realizzare questo equilibrio, se all’accensione del mutuo i punti di risparmio consumati sono maggiori di quelli accumulati, bisogna obbligatoriamente continuare a risparmiare durante il periodo di ripagamento del prestito, così da continuare ad accumulare punti di risparmio. Alla fine del periodo di ripagamento del mutuo, quando i punti di risparmio presi in prestito eguaglieranno quelli guadagnati, si potrà riprelevare la somma totale dei risparmi “obbligatori” versati, che nel frattempo sono stati prestati ad altri soci. Il 13 settembre 2008 si è costituita anche in Italia l’Associazione culturale JAK Bank Italia per creare le condizioni per portare anche in Italia questo tipo di esperienza. Sito: jakbankitalia.it

 

 

 

 

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